La street art del Museo Condominiale di Tormarancia

Un rione della zona sud di Roma noto fino al 2015 solamente ai suoi abitanti e ai romani dei territori limitrofi; un quartiere famoso per lo più per la sua peculiarità prettamente popolare, costruito in fretta e furia nei primi anni 30 del secolo scorso per ospitare i cittadini che il regime fascista aveva sfrattato dalla zona di Borgo Pio.
Tor Marancia, o Shangai per chi questo quartiere lo ha vissuto appieno, colmo com’era fino al II dopoguerra di abitazioni poste una accanto all’altra, ammassate e soggette a frequenti allagamenti a causa delle caratteristiche poco ospitali di quel territorio, che prima era una palude (da qui appunto l’appellativo di “Shangai”).

Un quartiere che decennio dopo decennio si è migliorato costantemente, togliendosi di dosso l’appellativo di rione “borderline” e che ha superato con slancio il passaggio al nuovo millennio, divenendo nel 2015 uno dei primi esempi di Street Art nella capitale.

Il grigio dell’intonaco e del cemento di 11 anonime palazzine popolari, in appena 70 giorni di lavoro incessante, ha lasciato spazio al colore, alla creatività e all’arte.
Qui a Tor Marancia 20 artisti hanno infatti dato vita al mega-progetto denominato “Big City Life” ideato da 999Contemporary, finanziato da Fondazione Roma e dal Campidoglio e patrocinato dall’VIII Municipio. 22 murales grazie ai quali hanno trovato voce i sentimenti, la fantasia e l’estro di artisti provenienti da tutto il mondo.
Inizialmente accolto dai cittadini di Tor Marancia con diffidenza e ostilità, ben presto il progetto è stato accolto, compreso e abbracciato dagli abitanti delle 11 palazzine, che hanno vissuto quei 70 giorni in simbiosi con gli artisti stessi. Un progetto che è diventato un confronto, uno scambio interculturale, un’occasione di crescita per tutte le parti in gioco.

L’accesso è libero, ma non tutte le opere sono visibili dalla strada e quindi per godere a pieno di ogni murales sarà necessario inoltrarsi all’interno del cortile del condominio, che ricorda molto i lotti del vicino quartiere della Garbatella.

Non esiste un percorso prestabilito proprio perché viene data totale libertà al visitatore di camminare tra i cortili ammirando le opere che si stagliano sulle facciate delle palazzine, magari cercando di dare meno disturbo possibile ai residenti, abituati oramai al viavai di persone che ogni giorno, soprattutto nel weekend, vengono a rimirare dal vivo i murales che hanno reso ormail celebre il quartiere.

Se sei interessato a scoprire uno dei rioni più particolari di Roma contattaci. Sapremo organizzare un walking tour su misura per le tue esigenze.

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