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Torre Argentina, il santuario dei gatti a Roma

L’Area Sacra di Torre Argentina ha una storia relativamente recente ma anche un passato che affonda le sue origini secoli e secoli fa. E’ qui infatti che Giulio Cesare venne ucciso il 15 marzo del 44 a.C. Un giorno, le Idi di Marzo, narrato da Cicerone e ricordato di generazione in generazione sui banchi di scuola fino ai giorni nostri.

La storia di Torre Argentina

Si diceva che la storia di Torre Argentina sia relativamente breve perché la scoperta di questo sito archeologico di inestimabile valore risale ad “appena” cent’anni fa, quando, durante il ventennio fascista, tra il 1926 e il 1929 i lavori di demolizione del vecchio quartiere compreso tra Via del Teatro Argentina, Via Florida, Via S. Nicola de’ Cesarini e Corso Vittorio Emanuele per la costruzione di nuovi edifici, riportarono sorprendentemente alla luce uno dei più importanti complessi archeologici della città.

Sotto il manto stradale infatti si rivelò una piazza lastricata su cui sorgevano i resti di quattro templi di età repubblicana, comunemente nominati con le prime quattro lettere dell’alfabeto. A seguito dei lavori di recupero del sito archeologico, l’area fu inaugurata il 21 aprile 1929 da Benito Mussolini.


Il tempio A (metà III secolo a.C.) era presumibilmente dedicato a Giuturna, mentre il tempio C (fine IV- inizio III secolo a.C.) posto sullo stesso livello del primo, era dedicato alla dea Feronia, All’inizio del II secolo a.C. venne poi edificato il tempio Ddedicato ai Lari Permarini o, secondo altre ipotesi, alle Ninfe.
Fu poi a seguito dell’incendio del 111 a.C. che venne messo in opera il primo pavimento, realizzato in lastre di tufo; in questo periodo si attuò la costruzione del tempio B, a pianta circolare, identificato con il tempio della Fortuna huiusce diei ovvero la Fortuna del giorno presente.

L’origine del nome Torre Argentina

La denominazione “Argentina”, con cui è indicata l’area archeologica, deriva da Argentoratumattuale Strasburgo, città di origine di Johannes Burckardt (Giovanni Burcardo), cerimoniere di Alessandro VI Borgia, anche noto come il vescovo argentinensis. Egli infatti chiamò Argentina la torre inclusa nel suo palazzo di via del Sudario, oggi sede del Museo Teatrale.

Il Santuario dei Gatti di Torre Argentina

Se questa imponente area archeologica è molto spesso “ignorata” dai romani che transitano tutti i giorni sull’adiacente piazza omonima, lo stesso non si può dire per una imponente colonia felina che, ormai da decenni, popola indisturbata questo luogo. Centinaia di gatti infatti hanno trovato una casa tra le rovine storiche di Torre Argentina, tanto da diventare per i turisti una vera e propria attrazione nell’attrazioneIl “Santuario dei Gatti”, così è chiamato familiarmente questo luogo, è diventato ormai un punto di riferimento per volontari e gattofili che quotidianamente portano del cibo e assistenza ai tantissimi gatti che abitano nell’Area Sacra di Torre Argentina.

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