passetto di borgo

Castel Sant’Angelo ed il passetto di Borgo: dalla realtà a Dan Brown

Castel Sant’Angelo è uno dei monumenti di Roma più famosi nel mondo che potrete ammirare in una delle nostre visite guidate a Roma.

Vogliamo raccontarvi alcune curiosità che lo hanno reso talmente famoso al punto di essere inserito in uno dei romanzi più famosi dello scrittore americano Dan Brown.

Come tutti gli angoli di Roma anche questo può raccontare segreti e storie che ci lasciamo a bocca aperta.

L’inizio della sua costruzione risale al lontano 125 d.c e fu voluto dall’imperatore Adriano come suo mausoleo. Questa prima fase termino sotto un altro monarca, Antonino Pio che però lo fece diventare una prigione, continuando a chiamarsi Mausoleo di Adriano.

Quando e perché diventò Castel Sant’Angelo?

Nel 590 durante un’epidemia di peste l’arcangelo Gabriele apparve al pontefice annunciando la fine della pestilenza, e così fu. Così per ringraziarlo il Mausoleo diventò Castel Sant’Angelo ed in cima al monumento venne posta una statua dell’angelo, realizzata più volte ( 1573).

Di fronte il castello si apre il ponte Sant’Angelo ora ricoperto dalle statue del Bernini ma in passato erano ricoperte  dalle teste mozzate da Mastro Titta il famoso boia.

Il passetto di borgo

In questo clima di misteri non si può non accennare al passetto di borgo, che ispirò Dan Brown in uno dei suoi famosi romanzi.

Il passetto fu costruito intorno al 1200, 1300 da papa Niccolò III per collegare la fortezza ai palazzi pontifici dello stato del Vaticano, per poter assicurare una via di fuga ai papi.

Infatti fu usato più volte per questo scopo sopratutto durante le invasioni barbariche del tardo medioevo.

Ma come possiamo vedere anche nella rappresentazione cinematografica di Angeli e Demoni, la fortezza era piena di prigioni e passaggi segreti, utilizzati non solo come vie di fuga ma anche per condurre nelle segrete personaggi famosi di cui non si voleva far conoscere la carcerazione, come ad esempio Beatrice Cenci.

Un monumento del genere con tutto il suo alone di misteri e segreti mon poteva non ispirare artisti di ogni livello e genere.

Da Puccini con la sua Tosca, passando per Belli, continuando con il già citato Dan Brown e le corse del sig Langdon sul passetto, e arrivando ai giorni nostri ad essere citato nelle musica trappista di un autore moderno come Achille Lauro.

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